Mese per mese le operazioni da effettuare nell'orto - Franchi Sementi dal 1783. Semi orto, fiori, giardino.

05/07/2017
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Mese per mese le operazioni da effettuare nell'orto

Coltivare l'orto

Gennaio

LA CONCIMAZIONE

Non vi può essere una soluzione di concimazione unica per le possibili innumerevoli situazioni di coltivazione degli orti familiari lungo la Pensiola. Presupponendo che si tratti di un orto coltivato da anni, ecco comunque alcune indicazioni orientative. Il compost va impiegato solo prima di colture esigenti (cocomero, melanzana, melone, peperone, pomodoro da mensa, zucca, zucchino). Non adoperarlo su ortaggi che hanno bisogno minore di concimazone e sono a breve ciclo di coltivazione (lattuga, ravanello, cicoria da taglio e da raccolta, rucola, valeriana) e, in linea di massima, nelle colture di secondo raccolto. In ogni caso l'impiego continuativo di compost (o di letame) è fondamentale per mantenere, o aumentare, la fertilità del terreno dell'orto. Specialmente nelle colture più esigenti, occorre integrare gli apporti di compost con fertilizzanti a base di fosforo e di potassio.
Sarebbe opportuno distribuire questi concimi per metà prima dei lavori di fondo del terreno e per l'altra metà al momento delle lavorazioni che precedono l'inizio delle coltivazioni. Intervenite con fertilizzanti azotati nella coltura in atto in caso di ortaggi esigenti e che prolungano nel tempo la produzione (principalmente melanzana, peperone, pomodoro da mensa, zucchino). Per ortaggi come zucca, melone e cocomero ultimate gli apporti quando i frutti hanno quasi raggiunto le massime dimensioni. In linea generale non concimare con azoto gli ortaggi che accumulano nitrati (per esempio lattughe e spinaci).

Febbraio

LA SEMINA

Nel caso in disponiate di un locale riparato (anche non riscaldato) in cui la temperatura non scenda al di sotto di 5-7 °C, già da metà febbraio potete iniziare le prime semine in cassettine o seminiere (ideali sono quelle in polistirolo, ma potete anche usare contenitori alveolati). Riempite quasi completamente la seminiera con un buon terriccio per semine, quindi livellate e pressate leggermente la superficie utilizzando una cazzuola. Spargete quindi il seme nel modo più uniforme possibile; se la semente fosse troppo minuta e di difficile manipolazione, miscelatela al 50% con segatura di legno o sabbia fine. Aiutandovi poi con un vaglio coprite la semente con un leggero strato di terriccio, che provvederete a pressare con un frattazzo, in modo da favorire l'adesione fra la semente ed il terriccio stesso. Al fine di non rimescolare al momento dell'innaffiatura il terriccio seminato, stendetevi sopra un foglio di carta di giornale: una volta versata sopra il foglio, l'acqua penetrerà lentamente nel terriccio, bagnandolo perfettamente. Importante: siate pronti a togliere il foglio nel momento in cui spuntano le piantine.

Marzo

MARZO - PREPARAZIONE DELLE PIANTINE

Procedere alla semina come indicato nel mese di Febbraio. Alla germinazione dei semi occorre seguire la crescita delle piantine con opportuni interventi di inaffiatura e concimazione. per quanto riguarda la concimazione, in genere i primi interventi sie seguono circa tre settimane dopo la germinazione dei semi. In caso di diffcoltà di sviluppo o quando le piantine hanno un ciclo di coltivazione abbastanza lungo (per esempio peperoni e melanzane, da mettere a dimora sotto protezione già piuttosto sviluppati), si possono adoperare soprattutto fertilizzanti liquidi universali con microelementi, che è possbilie trovare facilmente presso le rivendite di articoli per il giardinaggio. In genere si distribuiscono tramite innaffiatura e per l'uso bisogna attenersi alle istruzioni allegate alle confezioni. E' invece possibile adoperare concimi molto concentrati (soprattutto ad alto titolo di azoto) anche per evitare possibili danni da salinità alle piantine. Molta attenzione va poi prestata all'innaffiatura, che deve mantenere il terreno umido ma non bagnato. Meglio far soffrire un po' le piantine che eccedere negli apporti d'acqua. Un'innaffiatura al giorno può risultare eccessiva, soprattutto quando le piantine sono in fase di germinazione e nelle prime fasi di crescita e/o nelle colture di finie inverno-inizio primavera. In estate possono invece essere necessari apporti più frequenti, eventualmente ripetuti (soprattutto nella delicata fase di germinazione), ma con quantità di acqua molto limitate, sempre rapportate alle temperature che si verificano nell'ambiente di coltivazione.
Marzo  è  un  mese  che  ci  permette  di aumentare  il  tempo  dedicato  al  nostro  orto. Le  temperature  sono  ancora  instabili  con la  possibilità  di  sbalzi  termici  e  per  questo motivo  si  deve  prestare  attenzione  alla tipologia  di  ortaggi  scelti  per  la  semina.  I lavori da fare sono l’arieggiatura delle serre e dei tunnel durante le ore più calde del giorno e l’eliminazione delle erbe infestanti presenti sul terreno.  In  caso  di  giornate  soleggiate  e con  temperature  più  alte  rispetto  alla  media stagionale  è  meglio  prestare  attenzione  a spinaci, rucole e ravanelli seminati all’aperto in  quanto  le  giovani  piantine  potrebbero essere  attaccate  dall’Altica  e  richiedere quindi  dei  trattamenti.  Se  la  vostra  zona è  soggetta  ad  attacchi  da  parte  di  questo insetto  l’ideale  è  proteggere  le  piantine  fin dal  momento  della  semina  con  tessuto  non tessuto  avendo  cura  di  lasciarlo  finché  le piante  non  raggiungono  medie  dimensioni. Nel Nord Italia, caratterizzato da un clima più rigido,  è  meglio  procedere  alle  semine  nella seconda  metà  del  mese,  mentre  al  Centro  e Sud Italia si può seminare già da inizio mese. Semine  indicate  sotto  tunnel  o  serra:  basilico, cavolo,  lattuga,  peperone,  pomodoro, porro,cetriolo,  zucchino,  sedano,  anguria,  carciofo, cardo,  carota,  melanzana,  melone  (anche  per  la produzione di piantine). Semine  indicate  in  pieno  campo:  aglio,  bieta  da costa, carota, cipolla, cicoria, pisello, cece, fava, prezzemolo, ravanello, rucola, spinacio, valeriana, anguria,  asparago,  bieta  da  orto,  arachide, cetriolo, fagiolo, lattuga, porro, zucchino. Irrigazione:  si  inizia  a  fare  anche  per  le  colture all’aperto oltre che per quelle sotto riparo. Concimazione:  distribuire  concime  minerale seguendo le indicazioni riportate in etichetta


Aprile

Aprile  è  il  mese  che  dà  inizio  alla buona  stagione.  Poiché  si  può  iniziare finalmente  a  seminare  intensamente  è bene preparare definitivamente il terreno: rimuovere  le  erbe  infestanti  ancora presenti, predisporre i tutori per le varietà rampicanti  ed  arieggiare  serre  e  tunnel nelle ore diurne. Da questo mese si deve prestare  attenzione  agli  afidi,  insetti che  causano  gravi  danni  alla  pianta.
In  caso  di  attacco  si  deve  intervenire t e m p e s t i v a m e n t e    c o n    a d e g u a t i trattamenti.  Particolare  attenzione  è  da tenere  anche  nei  confronti  dell’Altica. In  questo  mese  si  può seminare  la maggiore  parte  delle  varietà  orticole anche  se  potrebbero  tornare  delle  gelate dannose per le specie più delicate.Semine  indicate  sotto  tunnel  o  serra:anguria,  basilico,  cetriolo, melanzana, melone,  peperone,  pomodoro,  sedano e  zucchino  (anche  per  la  produzione  di piantine).

Semine  indicate  in  pieno  campo:  aglio, bieta da costa e da orto, carota, cetriolo, cicoria,  lattuga, pisello,  prezzemolo, ravanello,  rucola,  spinacio,  valeriana, anguria,  fagiolo,  patata,  arachide, asparago,  basilico,  cece,  fava,  cipolla, mais, melone, porro, zucchino.

Trapianto:  basilico,  peperone, cetriolo, zucchino, sedano e pomodoro.

Irrigazione:  in  questo  mese  se  le  piogge scarseggiano l’irrigazione è importante.

Concimazione:  distribuire  concime minerale  seguendo  le  indicazioni riportate in etichetta.

Maggio

LA PACCIAMATURA

La pacciamatura ha lo scopo di contenere allo stesso tempo la crescita delle erbacce e l'evaporazione dell'acqua dal suolo e, quindi, di ridurre il numero delle irrigazioni e la quantità d'acqua impiegata. Per mettere in atto la pacciamatura si possono adoperare materiali vegetali, come paglia, foglie e residui di vegetazione, o teli di materiale plastico scuro, oppure gli appositi fogli di carta degradabile nel suolo.
Tutti i materiali vegetali con il tempo si decompongono e talvolta si interrano (specialmente paglia, foglie e residui di prato) durante le lavorazioni di fondo del terreno. Fate attenzione perchè i materiali organici, la paglia soprattutto, possono favorire l'attività, dannosa, di scavo da parte di arvicole e grilli talpa. I teli di materiale plastico scuro hanno dimostrato da diversi anni di essere quanto mai validi per realizzare la pacciamatura pure in spazi limitatissimi: ne esitono di biodegradabili, di polietilene, e di fibra intrecciata, più duraturi (si possono usare per più anni) e con il vantaggio che lasciano filtrare l'acqua piovana nel suolo. Con il loro uso si eliminano quasi completamente i problemi arrecati dalle piante infestanti e si ottengono nello stesso tempo diversi vantaggi, fra cui: maggiore precocità di raccolta perchè il terreno si riscalda in minor tempo e si mantiene più caldo rispetto al suolo non coperto; maggiore disponibilità di elementi fertilizzanti; ortaggi e frutti puliti (fragola, melone, pomodoro ecc.) perchè non vengono a contatto con il terreno; vegetazione più uniforme perchè si creano migliori condizioni di crescita; migliore consistenza del terreno, perchè non viene battuto direttamente dalla pioggia e rimane pertanto più morbido e aerato. La pacciamatura può venire distesa su tutta la superficie che interessa la coltura e allora si dice che è integrale, oppure solo sulle aiuole. In questo secondo caso si piò contenere ulteriormente lo sviluppo delle erbe infestanti distribuendo della paglia nei percorsi tra un'aiuola e l'altra.

Giugno

CONTROLLO DELLE INFESTANTI

Con l'inizio dell'estate il contenimento e la lotta alle erbe infestanti diventano i lavori da attuare con maggiore attenzione. Le erbe infestanti infatti, grazie alla loro grande adattabilità alle diverse condizioni ambientali, in questi mesi vegetano con particolare rapidità e vigore, a danno delle colture: la loro eccessiva presenza non solo riduce la disponibilità di elementi nutritivi ma, limitando la disponibilità d'acqua negli strati superficiali del terreno, induce appassimenti e crescita ridotta delle piante in coltivazione. Inoltre, non di rado, queste piante costituiscono un riparo o un punto di passaggio per parassiti, sia animali che vegetali, che poi possono attaccare gli ortaggi coltivati e, talvolta, come nel caso di afidi, aleurodidi, tripidi, trasportare pericolosissimi virus. Il controllo manuale delle infestanti deve essere quindi effettuato con regolarità durante tutta la stagione: operate con una zappetta e direttamente con le mani nelle vicinanze delle piante ortive, cercando, nel limite del possibile, di estrarre per intero gli apparati radicali delle erbe infestanti. Utili almeno due sarchiature al mese, zappettando intorno alle piante coltivate, in modo da rompere l'eventuale crosta di terra, limitare l'evaporazione dell'acqua degli strati superficiali e mantenere così il terreno fresco e soffice. Vale la pena di raccomandare ancora una volta la buona pratica della pacciamatura (vedi mese di Maggio) che, tra molti altri vantaggi, ha anche quello di rallentare sensibilmente lo sviluppo delle infestanti

Siamo nel periodo in cui luce e temperature sono  ottimali  e  le  produzioni  nel  nostro orto sono abbondanti. Si rendono necessari parecchi  lavori  nell’orto:  sarchiare  e diserbare, ombreggiare gli ortaggi che con molta  luce  tendono  a  salire  a  seme  come lattughe,  spinaci  e  ravanelli.  In  questo mese le foglie di aglio e cipolla dovrebbero iniziare  ad  ingiallire,  sintomo  che  nel  giro di  circa  20  giorni saranno  pronti  per  la raccolta.  È  bene  continuare  a  controllare l’eventuale presenza di insetti o l’insorgere di  malattie  in  modo  da  intervenire tempestivamente.  È  un  periodo  di  intensa attività  di raccolta  ed  è  importante raccogliere  i  frutti  pronti  al  consumo,  in questo  modo  la  pianta  non  utilizza  le  sue risorse  per  produrre  seme  e  la  produzione successiva non ne rimane penalizzata.

Semine indicate sotto tunnel o serra:
cavolo, cetriolo, finocchio, sedano, zucchino (anche per la produzione di piantine).
Semine indicate in pieno campo: basilico, bieta  da  costa  e  da  orto,  cardo,  carota, cavolo,  cicoria,  fagiolo,  lattuga,  porro, sedano,  zucchino,  anguria,  asparago, cetriolo,  cima  di  rapa,  finocchio, prezzemolo, rapa, ravanello, mais, rucola.
Trapianto:   basilico,   melanzana, peperone,pomodoro e sedano.
Irrigazione: le  temperature  sono  sempre più  elevate,  è  quindi  molto  importante irrigare per ottenere una buona produzione.
Concimazione:  si  possono  distribuire piccole dosi di concime.


Luglio

L'ANNAFFIATURA

Uno dei lavori più impegnativi per chi coltiva l'orto è certamente l'irrigazione, perchè in genere durante il periodo di maggiore produzione, cioè l'estate, le piogge possono essere scarse e/o mal distribuite. Date quindi acqua con regolarità, in modo che le piante non soffrano la siccità e non si alternino periodi in cui il terreno è troppo asciutto e periodi in cui è eccessivamente bagnato. Per una gestione razionale, abbinate alla pacciamatura, specialmente quella realizzata con teli plastici, la manichetta per irrigazione. Se non usate la pacciamtura scegliete, di preferenza e nelle colture in cui è possibile, il metodo per scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi; in questo caso dovete però rincalzare le piante (cioè dar loro terra) per formare le canalette in cui far scorrere l'acqua. Con questi due sistemi di irrigazione non si bagnano le foglie, i fiori e i frutti, e quindi diventa più difficle, o meno intenso, l'attacco di malattie causate da funghi microscopici, come peronospora, septoria, ecc..  Se non avete alternativee l'unico sistema di innaffiatura che potete mettere in atto è quello a pioggia, cercate di dare acqua al mattino. Irrigate però prima che l'insolazione diventi forte, in modo che le piante si asciughino il più rapidamente possibile, per evitare scottature sulla vegetazione. Cercate di non esagerare con le quantità d'acqua, perchè gli eccessi e i ristagni che si possono formare nelle aiuole di frequente causa gravi inconvenienti, come marciumi alle radici e al colletto (la parte che si trova tra le radici ed il fusto) delle piante e anche spaccature dei frutti. Differenziate comunque le irrigazioni in rapporto non solo alle esigenze di ciascun ortaggio, ma anche delle varietà coltivate, alle fasi di crescita, ai diversi tipi di terreno e all'andamento stagionale.

Agosto

LA RACCOLTA

Per apprezzare a pieno la bontà dei nostri ortaggi, occorre raccoglierli al momento giusto, cioè quando sono "maturi", per portare in tavola prodotti di qualità e non correre il rischio di vanificare il lavoro fatto. Inoltre gli ortaggi da foglia (come spinacio, lattughe, cicorie ecc.) vanno raccolti prima del tramonto, poichè in questo momento la vegetazione contiene nitrati (sostanze naturalmente presenti, che in quantità eccessive possono essere nocive al nostro organismo).
Durante l'estate bisogna raccogliere nelle ore più fresche della giornata. In caso di periodi siccitosi, lattughe, bietole da coste e ortaggi simili si raccolgono qualche ora dopo l'irrigazione, in modo da avere foglie ben idratate e croccanti. Durante la stagione fredda è invece opportuno raccogliere nelle ore più calde della giornata, lasciando prima asciugare gli ortaggi, in quanto se bagnati tratterrebbero maggiormente la terra, facendo risultare più impegnativa la loro pulizia.

Al momento della raccolta è necessaro:

  • non spezzare e/o rovinare le piante di quegli ortaggi che producono per diverse settimane (tipo fagiolo e fagiolino, melanzana, pomodoro, zucchino ecc.),

  • rimuovere dagli ortaggi qualsiasi parte guasta e residui di terra prima di riporli nel contenitore di raccolta;

  • non ammaccare, "sbattere" o lanciare gli ortaggi nei contenitori, ma depositarveli con delicatezza;

  • mettere subito al riparo il raccolto, specialmente nei mesi caldi, in un luogo ombreggiato e fresco, altrimenti potrebbe scottarsi e/o appassire;

  • rispettare rigorosamente, quando si effettuano trattamenti antiparassitari, il tempo di sicurezza, cioè i giorni che devono trascorrere dall'ultimo trattamento al momento della raccolta.


Settembre

LA PROTEZIONE

Protezioni di vario tipo (soprattutto tunnel coperti di materiale plastico) permettono di coltivare alcuni ortaggi in vaste zone d'Italia pure nel periodo invernale e sono in grado di anticipare o prolungare la raccolta di molti ortaggi. Le protezioni devono essere sempre installate solidamente e bisogna che siano provviste di aperture per l'arieggiamento. E' infatti la condensa che si forma sui materiali di copertura e sulla vegetazione - che può provocare un intenso gocciolamento - il pericolo maggiore per le coltivazioni, perchè si crea un ambiente ideale per lo sviluppo di malattie (principalmente marciumi). Arieggiare le protezioni, anche in pieno inverno, durante le ore più calde della giornata, è la prevenzione migliore contro gli attacchi di queste malattie. E' indispensabile poi cambiare i teli quando invecchiano, sia per eveitare le rotture sia perchè i materiali vecchi non di rado ombreggiano le colture che così crescono troppo in altezza e deboli (filate). Il clima che si crea all'interno delle protezioni, spesso molto favorevole alla vegetazione, sconsiglia di abbondare con le concimazioni per attacchi di funghi microscopici. Una uguale prudenza di deve adottare quando si irriga, evitando di impiegare eleveti volumi d'acqua. Va poi ricordato un altro aspetto positivo delle protezioni. Infatti per motivi climatici alcune piante orticole, nelle prime fasi di coltivazione, crescono limitatamente e possono subire attacchi parassitari che compromettono il loro regolare sviluppo. L'uso di prtoezioni, pure di limitate dimensioni (1-1,20 m di larghezza per uguale altezza) e/o per un periodo anche breve (da 15 a 50-60 giorni), può apportare notevolissimi vantaggi perchè la vegetazione si sviluppa in modo più rapido ed eventuali attacchi, di norma, arrecano danni meno gravi.

Ottobre

LA CONSOCIAZIONE
E' necessario scegliere accuratamente le piante da coltivare assieme, in modo che non si danneggino a vicenda ma, possibilmente, traggano reciproco vantaggio. Di seguito vi forniamo, in sintesi, alcune indicazioni di massima.

  • Non consociate piante che appartengono alla stessa famiglia, per esempio patate e pomodoro, a meno che non abbiano comportamento ed esigenze simili (per esempio indivia riccia, scarola, radicchi da cespo).

  • Mettete assieme ortaggi a ciclo breve con ortaggi che occupano più a lungo il terreno. Per questo motivo, oltre che per il loro sviluppo contenuto, vengono di frequente consociati lattughe, ravanelli e spinaci.

  • Non consociate piante che occupano e sfruttano lo stesso livello di terreno (per esempio patata e carota, o anche cipolla o rapa).

  • Calcolate i tempi di coltivazione, in modo che le colture consociate si possano sviluppare completamente  prima che una pianta prenda il sopravvento sull'altra (per esempio coltivando lattuga e pisello, fate in modo da raccogliere la lattuga prima che sopravvengano i piselli)

  • Evitate di collocare vicine piante esigenti in fatto di nutrizione e/o che si ombreggino a vicenda (per esempio pomodoro e cetriolo allevati su sostegni)

  • Quando  possibile date la precedenza nelle consociazioni a piante che appartengono alla famiglia delle leguminose (come fagiolo, fagiolino, pisello, fava , arachide) dato che queste hanno la possibilità di fissare l'azoto atmosferico trasformandolo in azoto utilizzabile dalle piante.

  • In linea di massima non bisognerebbe coltivare, neppure nelle prime fasi dello sviluppo, piante esigenti (per esempio pomodoro e melanzana) insieme ad ortaggi assai meno bisognosi di elementi nutritivi e che possono accumulare nitrati nelle parti che si consumano (lattughe, spinaci, rucola, ravanelli).

Potete scaricare la tabella delle consociazioni dal nostro sito,  cliccando qui.

Novembre

NOVEMBRE- LA ROTAZIONE

Ecco quali ortaggi non sarebbe opportuno mettere a dimora in successione tra loro.
Bietola da coste e bietola da orto (Chenopodiacee): non dovrebbere seguire se stesse e spinacio.
Cocomero, cetriolo, cetriolino, melone, zucca, zucchino (Cucurbitacee): è importante non ripetere per almeno due anni di seguito queste colture nello stesso terreno e neppure effettuare la successione fra di loro (per esempio melone-zucchino).
Carota, finocchio, prezzemolo, sedano (Ombrellifere): vale ancora quanto detto sopra per le Cucurbitacee. In presenza di parassiti animali o malattie, è indispensabile lasciar passare alcuni anni (3 e più, fino a 5) prima di fare tornare queste colture nella stessa aiuola. Se possibile di dovrebbero coltivare dopo le bietole.
Cavolfiore, cavolo broccolo, cavolo cinese, cavolo cappuccio, cavolo di Bruxelles, cavolo rapa, cavolo verza (Crucifere): sono piante che in genere sfruttano in modo abbastanza rilevante il terreno; è quindi opportuno che non seguano se stesse.
Fagiolo, fagiolino, fava, pisello (Leguminose): anche per gli ortaggi che appartengono a questa famiglia, ritenuta capace di migliorare la fertilità del terreno, è consigliabile attenersi alla regola fondamentale di non ripetere per due anni di seguito la coltura nella stessa aiuola e nemmeno di coltivare leguminosa dopo leguminosa.
Indivia riccia, lattuga e scarola (Composite): essendo ortaggi assai diffusi e intensamente coltivati è opportuno non farli seguire a se stessi, a radicchi e a cicorie in genere.
Melanzana, patata, peperone, pomodoro (Solanacee): non si devono ripetere almeno per due anni di seguito queste colture nello stesso terreno e neppure effettuare la successione tra di loro (per esempio patata-pomodoro). Bisognerebbe seguire tale norma con abbastanza rigore. Se fosse possibile, sarebbe indicato non piantare Solanacee dopo Chenopodiacee e Cucurbitacee: non dovrebbero succedere a se stessi nè ad altre composite.
Radicchi e cicorie (Composite): non dovrebbero succedere a se stessi ed ad altre composite.
Ravanello e rucola (Crucifere): non dovrebbero venire dopo se stessi e dopo altre piante della famiglia delle Crucifere.
Spinacio (Chenopodiacee): evitare che succeda a se stesso, a bietole da costa e da orto.
Scarica da qui la tabella delle ROTAZIONI !

Dicembre

LA PREPARAZIONE DEL TERRENO
Si procede alla vangatura, alla profondità di 25-35 centimentri. Se si incontrano particolari difficoltà nell'esecuzione di questo lavoro è consigliabile usare l'apposito robusto forcone; il forcone foraterra, consigliato per l'orto sinergico, ha il pregio di areare la terra di coltivazione senza sconvolgerne la struttura degli strati che naturalmente si forma con il tempo. Prima di eseguire la prima vangatura, è necessario distribuire il letame o il compost maturo (da 3 a 5 kg/m2) su tutta la superficie, senza tener conto delle colture che verranno in seguito messe a dimora, ma puntando a migliorare complessivamente il terreno. Nel caso di suoli molto poveri, queste quantità si possono aumentare (arrivando fino a 15 kg/m2 di compost maturo). In mancanza di letame o di compost si può adoperare letame concentrato/essiccato alle dosi indicate sulle confezioni; inoltre è possibile utilizzare concimi a base di fosforo e anche di potassio. Durante la vangatura bisogna togliere, se sono presenti, almeno i sassi di maggiori dimensioni e le piante infestanti, specialmente quelle che hanno rizomi (gramigna, sorghetta), parti di radici e altro. Prima dell'inizio delle coltivazioni, sull'appezzamento è necessario rifinire il terreno smosso in precedenza con l'operazione di vangatura. Dopo aver suddiviso l'appezzamento in aiole o aver predisposto le porche, è necessario sminuzzare le parti di terreno più grossolane, ma questo è un intervento che si può eseguire in più riprese, specialmente quando si dispone di suoli compatti, completando il lavoro svolto dagli agenti atmosferici. Si dovrà curare particolarmente lo strato superficiale del terreno dove verranno collocati semi e/o piantine. Per questo lavoro di rifinitura si impiegano estirpatori-erpicatori superficiali e rastrelli. Una raccomandazione: evitate di lavorare i terreni quando sono bagnati o molto umidi, specialmente quando si tratti di suoli compatti o tendenti al compatto. Nele aiole già vangate. quando preparate il terreno per avviare le nuove coltivazioni, curate in modo particolare la sistemazione degli strati più superficiali, portando particolare attenzione alla livellatura del terreno.

 
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